N. Scott Momaday secondo Sara Reggiani

Casa fatta di alba

Vincitore nel 1969 del premio Pulitzer, il romanzo Casa fatta di alba di N. Scott Momaday torna in libreria per le edizioni Black Coffee nella traduzione di Sara Reggiani. Il libro racconta di Abel, un giovane nativo americano, che torna a casa dopo aver combattuto nella seconda guerra mondiale. Ad aspettarlo c’è solo suo nonno Francisco, Abel non ha mai conosciuto suo padre, e sua madre e suo fratello sono morti: prova a reinserirsi tra la sua gente ma qualcosa si è spezzato in lui. Momaday racconta una breve avventura di Abel con Angela, una donna bianca da cui va a tagliare la legna e poi l’omicidio che compie in un momento di confusione mentale. Nella seconda e terza parte del romanzo l’azione si sposta dal New Mexico a Los Angeles. Sei anni dopo, Abel, uscito di prigione, fa amicizia con il navajo Ben ed è accolto tra le braccia di Milly, un'assistente sociale, ma ciò non basta a dargli pace: beve, viene picchiato, perde i lavori che trova. Il finale racconta in modo circolare il ritorno del protagonista al capezzale del nonno. Caratterizzato da uno stile lirico e composito, Casa fatta di alba dà voce magistralmente alla sofferenza dei nativi americani e al loro modo di guardare il mondo.

Abel correva. Era solo e correva, dapprima a fatica, pesantemente, poi sciolto e bene. La strada curvava davanti a lui e risaliva in lontananza. Non vedeva il paese. La valle era grigia di pioggia e la neve giaceva sulle dune. Era l'alba. La prima luce era stata cupa e vaga nella foschia, ma al prorompere del sole un gran fulgore giallo si era sprigionato dal ventre della nube. La strada costeggiava macchie di ginepro e mesquite, e Abel scorgeva le pieghe nere del legno ritorto sotto la dura crosta bianca; il ghiaccio splendeva e scintillava. Correva, correva. Vedeva i cavalli nei campi e la linea sinuosa del fiume al di sotto. Per qualche istante il sole fu intero dietro la nube; poi si eclissò, e un'ombra nera e sicura calò sulla terra. E Abel correva.


N. Scott Momaday nasce il 27 febbraio 1934 a Lawton, in Oklahoma, dalla pittrice Natachee Scott Momaday e dallo scrittore Al Momaday. Appartenente alla tribù Kiowa dell’Oklahoma, è cresciuto a stretto contatto con le comunità Navajo e Apache. È autore di romanzi e numerose raccolte poetiche, oltre a una riflessione sul territorio americano, Earth Keeper. (che sarà pubblicata dalle edizioni Black Coffee nel 2023 nella collana This Land). Poeta, pittore, professore universitario e grande narratore, nel 1969 è stato il primo autore nativo ad aggiudicarsi il il premio Pulitzer con Casa fatta di alba, e negli anni ha ricevuto numerose onorificenze come una National Medal of Arts, un Hadada Award, una Frost Medal e il titolo di UNESCO Artist for Peace. Vive in New Mexico.

Sara Reggiani ha tradotto Madeleine L’Engle, David Markson, Joy Williams, Joyce Carol Oates, Ben Marcus, Mark Danielewski, Ken Kesey e Patty Yumi Cottrell. Con Leonardo Taiuti ha fondato le edizioni Black Coffee.