Anna Patrucco Becchi: La casa del contrabbandiere

Un romanzo di Annet Huizig

Ole ha i capelli rossi; un padre che ha 68 anni, è nato con una gamba e mezzo, è in pensione e ha un fratello con un ritardo mentale; una madre che ne ha 58 e ogni tanto sente il bisogno di partire da sola per ritrovarsi. Tutto cambia quando arriva la notizia che è morto suo nonno. Ole non sapeva di avere un nonno: ora scopre che viveva a Orpel ai confini con il Belgio e che suo padre Piet lo detestava e aveva rotto i ponti con lui. L’eredità della casa della nonno si rivela molto gravosa: nessuno la compra e ci sono molte spese da fare. D’estate, in coincidenza con il viaggio della madre in Tibet, Ole e Piet si trasferiscono a Orpel. In La casa del contrabbandiere di Annet Huizing, tradotto da Anna Patrucco Becchi per La nuova frontiera, si racconta di Ole e del suo legarsi alla casa che inizialmente trova terribile: è gelata, ci piove dentro, non c’è gabinetto interno. Prima è Gary, un irlandese che gira in pulmino, ad aiutare Piet e Ole a sistemarla un po’, poi arriverà Anastazja, una compagna di classe del ragazzo che viene dalla Polonia, poi Pola, una ceramista affitterà una stanza per il suo laboratorio. Deciso a scoprire chi era veramente suo nonno, Ole apprenderà che dietro al lavoro di maniscalco si nascondeva un’attività di contrabbando di burro dall’Olanda al Belgio in cui aveva coinvolto anche il figlio, causandogli un grosso trauma, che è arrivato il momento di risolvere… Un libro ricco di sorprese e di temi, avventuroso e appassionante. Ce ne parla Anna Patrucco Becchi.
 

Entrai per primo nel lungo corridoio. Era freddo e buio. Il pavimento a piastrelle bianche e nere sembrava una scacchiera. A destra c’era una stanza enorme che prendeva l’intera lunghezza della casa. L’edera cresceva intorno alle finestre verso l’interno e c’era odore di muffa. Sotto i piedi sentii scricchiolare del vetro e in una finestra laterale vidi un grande buco come se vi avessero tirato una pietra. Oh, ma era stata davvero tirata una pietra, un mattone giaceva sul pavimento. 


 

Annet Huizing vive a Utrecht, nei Paesi Bassi, dove lavora come consulente letterario e scrive libri educativi e di non fiction per ragazzi. Come ho scritto un libro per caso è il suo primo romanzo ed è subito stato un successo internazionale: venduto in Germania, Francia, Corea, Slovenia. In Olanda è stato insignito del premio Zilveren Griffel. 

 

Anna Patrucco Becchi è nata nel 1965 a Genova, traduce dal tedesco, dal nederlandese e dall’inglese soprattutto libri per bambini e ragazzi. Per tre anni consecutivi è stata finalista come traduttrice al Premio Strega Ragazze e Ragazzi e nel 2019 lo ha vinto.