Nicola Brunialti, Un nome che non è il mio

Una fuga dal Ghetto di Varsavia

Un quindicenne viennese, Marcus, imbratta i muri della scuola con una svastica insieme agli amici e scrive insulti rivolti a una compagna di classe ebrea. Viene sospeso e il nonno, ex preside, deve mobilitarsi perché non venga denunciato. Il nonno, Rudolf Steiner, ha ottantasei anni e non ha mai raccontato alle figlie di essere ebreo, di aver subito la persecuzione nazista e di essere l’unico scampato di tutta la sua famiglia alla deportazione dal ghetto di Varsavia; il ricordo dell'abominio è per lui troppo doloroso, solo la moglie conosce il suo segreto. Di fronte al comportamento del nipote, Rudolf capisce che è arrivato il momento di rivelare la verità: parte per Varsavia con il ragazzo, deciso a rivelargli la sua storia. Un nome che non è il mio di Nicola Brunialti mette in scena un adolescente ferito dalla separazione dei suoi genitori e un vecchio che non è mai riuscito a guardare in faccia il proprio passato. Tornando nella città da cui è fuggito da ragazzo, Rudolf ritrova Janusz, il suo vero nome, e i ricordi dei genitori, dello zio, della sorella, tutti uccisi dai nazisti, mentre Marcus prende finalmente coscienza della follia dei suoi comportamenti provocatori. Raccontando la storia del ghetto di Varsavia e dei Giusti che rischiarono la propria vita per salvare quella degli altri, Brunialti trova anche il modo di calare i giovani lettori di oggi all’interno di queste drammatiche vicende.

Sopravvivere con il peso di quella memoria era stata una condanna per lui. Questa era stata la sua punizione: sopravvivere a tutti quelli che non ce l’avevano fatta, a tutti quei corpi nudi e martoriati che continuava a sognare anche a occhi aperti. Sopravvivere senza mai parlare con nessuno di quello che gli era capitato. Con chi avrebbe potuto farlo, d’altronde? Più passavano gli anni e più diminuivano le persone con cui si intendeva. E alla fine, adesso, non si intendeva più con nessuno, nemmeno con sé stesso.


Nicola Brunialti ha lavorato per diversi anni come pubblicitario, realizzando alcune tra le più importanti campagne nazionali (Lavazza, Tim, Alitalia). Dal 2009 è autore di molti programmi televisivi e radiofonici. Nel frattempo, ha scritto libri per ragazzi, un film, uno spettacolo teatrale con Simone Cristicchi e, sempre con il cantautore romano, la canzone Abbi cura di me, grande successo al Festival di Sanremo 2019. È pronipote di Alessandro Manzoni. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato Il paradiso alla fine del mondo.







Un quindicenne viennese, Marcus, imbratta i muri della scuola con una svastica insieme agli amici e scrive insulti rivolti a una compagna di classe ebrea. Viene sospeso e il nonno, ex preside, deve mobilitarsi perché non venga anche denunciato. Il nonno, Rudolf Steiner, ha ottantasei anni e non ha mai raccontato alle sue figlie di essere ebreo, di aver subito la persecuzione nazista e di essere l’unico scampato alla deportazione dal ghetto di Varsavia di tutta la sua famiglia; il ricordo dello sterminio della sua famiglia è per lui troppo doloroso, solo la moglie conosce il suo segreto. Di fronte al comportamento del nipote, Rudolf capisce che è arrivato il momento di gettare la maschera: parte per Varsavia con il ragazzo, deciso a rivelargli la sua storia. Un nome che non è il mio di Nicola Brunialti mette in scena un adolescente ferito dalla separazione dei suoi genitori e un vecchio che non è mai riuscito a guardare in faccia il proprio passato. Tornando nella città da cui è fuggito da ragazzo, Rudolf ritrova Janusz, il suo vero nome, e i ricordi dei genitori, dello zio, della sorella, tutti uccisi dai nazisti, mentre Marcus prende finalmente coscienza della follia dei suoi comportamenti  provocatori. Brunialti racconta la storia del ghetto di Varsavia e dei Giusti che rischiarono la propria vita per salvare quella degli altri, trova il modo di calare i giovani lettori all’interno di queste drammatiche vicende di un passato che è più vicino a noi di quanto non si pensa generalmente.
Sopravvivere con il peso di quella memoria era stata una condanna per lui. Questa era stata la sua punizione: sopravvivere a tutti quelli che non ce l’avevano fatta, a tutti quei corpi nudi e martoriati che continuava a sognare anche a occhi aperti. Sopravvivere senza mai parlare con nessuno di quello che gli era capitato. Con chi avrebbe potuto farlo, d’altronde? Più passavano gli anni e più diminuivano le persone con cui si intendeva. E alla fine, adesso, non si intendeva più con nessuno, nemmeno con sé stesso.

Nicola Brunialti ha lavorato per diversi anni come pubblicitario, realizzando alcune tra le più importanti campagne nazionali (Lavazza, Tim, Alitalia). Dal 2009 è autore di molti programmi televisivi e radiofonici. Nel frattempo, ha scritto libri per ragazzi, un film, uno spettacolo teatrale con Simone Cristicchi e, sempre con il cantautore romano, la canzone Abbi cura di me, grande successo al Festival di Sanremo 2019. È pronipote di Alessandro Manzoni. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato Il paradiso alla fine del mondo.