L'Iguana di Anna Maria Ortese

Con Benedetta Centovalli

L’Iguana di Anna Maria Ortese è un libro a più strati, una favola nera, una parabola a difesa degli ultimi, una denuncia dello sfruttamento della natura e degli animali, un racconto di viaggio e di avventura. Con Benedetta Centovalli all’interno della Biblioteca Casanatense di Roma ci inoltriamo nei meandri di questa storia, scopriamo l’estrema solitudine della sua autrice, allora cinquantunenne e del tutto estranea all’ambiente letterario della capitale e di qualunque altro posto. L’Iguana racconta il viaggio del conte Carlo Ludovico Aleardo di Grees dei duchi di Estremadura, detto Daddo, architetto, che parte da Milano in cerca di terre su cui speculare; l’amico editore Adelchi gli chiede di andare anche a caccia di un manoscritto originale. Daddo arriva a Ocaña, l’isola in cui vivono don Ilario Jimenez Guzman e i due fratellastri, Hipolito e Felipe. La serva di casa è Estrellita, che è alta come un bambino, sembra una lucertola gigante, ma è vestita da donna e appare piuttosto avvilita. Il dono di una sciarpa da parte di Daddo la rianima, facendo accendere nel giovane sensibile una passione amorosa che sarà la sua rovina. Estrellita infatti ama Ilario che una volta la ricambiava e a lui resta fedele nonostante l'uomo sia in procinto di sposare un’altra. Lo sbarco sull’isola della famiglia americana degli Hopins in compagnia di un arcivescovo nero farà precipitare gli eventi. Il libro, uscito la prima volta nel 1965, vendette 1990 copie nei primi cinque anni. Fu ripubblicato varie volte, fino a raggiungere il vasto pubblico con l’edizione Adelphi del 1986 caldeggiata da Pietro Citati.

L'Iguana è un libro segreto, è un'isola capanna, la capanna che Anna Maria Ortese si era fatta costruire nella sua cucina a Roma per poter scrivere. È Ocaña, l'isola dove si svolge il romanzo, è l'isola della Tempesta, l'Isola del tesoro di Stevenson, il luogo dove ci troviamo quando siamo sbalzati fuori dalla curva della realtà. L'iguana è una donna lucertola, una dea serpente, una Melusina. Mette insieme il mondo animale e il mondo femminile, bestia serva e donna, è il mondo degli oppressi, degli ultimi. Ecco questo è il motivo per cui L'Iguana è un testo fondamentale nell'opera di Anna Maria Ortese: è la prima volta che in forma di romanzo l'autrice mette a fuoco il suo mondo, la sua epica, che è anche una mistica, una mistica che riguarda il mondo degli oppressi, degli ultimi e dei più deboli.

 


Benedetta Centovalli è nata a Firenze e vive a Milano. Nel 2003 ha curato per Rizzoli un’antologia di racconti di narratori italiani, Patrie impure. Italia, autoritratto a più voci. In ambito novecentesco ha curato nel 2009 le Opere complete di Romano Bilenchi (Rizzoli) e una sua biografia per immagini, Un uomo contro (Effigie). Ha introdotto testi di Giorgio Bassani (Utet), Manlio Cancogni (Utet), Alda Merini (Rizzoli). Ha scritto in volumi e riviste tra gli altri di Cristina Campo, Maria Corti, Gina Lagorio e Clara Sereni. Ha collaborato con varie testate e scrive con regolarità su L’Indice dei Libri del Mese. Da anni si dedica alla formazione in ambito editoriale presso l’Università Statale di Milano e di Milano-Bicocca e insegna in Scuole di scrittura e Master di Editoria. È stata visiting professor a Yale, NYU e Princeton. Fa parte del Consiglio scientifico del Centro ricerche e studi autobiografici della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.


 

Si ringrazia per aver ospitato le riprese la Biblioteca Casanantense di Roma. Nata per volontà del cardinale Girolamo Casanate, venne inaugurata il 3 novembre 1701. Conserva e rende disponibili alla consultazione circa 400.000 volumi. Il Salone monumentale è aperto e visitabile gratuitamente. 
https://casanatense.beniculturali.it/