Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

La più grande collezione al mondo di arte ceramica

Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza costituisce il maggior centro internazionale di documentazione sulla ceramica artistica, artigianale ed industriale.
Fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini assunse sin dalle origini una connotazione di internazionalità, perseguendo l'ambizioso obiettivo di documentare la storia dell'arte ceramica di tutte le epoche e di tutte le civiltà. La rilevanza internazionale del MIC, la sua storia inscindibile da una città che lega il proprio nome alla ceramica stessa (Faenza – Faïence), le grandi esposizioni, i convegni e gli eventi che mettono in dialogo diverse forme d’arte, hanno fatto sì che l’UNESCO nel 2011 lo annoverasse fra i siti promotori di culture di pace come “MIC espressione dell’arte ceramica nel Mondo”.



La superficie espositiva, di oltre sedicimila metri quadrati, è suddivisa in due grandi settori: gli spazi dell'ex convento camaldolese femminile di S. Maglorio e i nuovi corpi di fabbrica edificati a partire dagli anni Novanta del Novecento.
Le esposizioni permanenti presentano oltre quarantacinquemila opere espressione delle grandi civiltà della ceramica e provenienti da ogni continente: reperti dell'area mesopotamica del IV millennio a.C. e dell'Egitto pre dinastico, opere delle civiltà islamiche, ceramiche dell'Estremo Oriente, delle civiltà precolombiane, della Grecia Classica, ceramiche etrusche e dell'antica Roma, ceramiche italiane ed europee dal Medioevo ad oggi (con una notevolissima raccolta del periodo rinascimentale  e un focus specifico sulla produzione di Faenza), ceramiche del continente africano, e le raccolte di opere contemporanee, fra le quali opere di Picasso, Matisse, Chagall, Fontana, Martini, Melotti, Leoncillo, Armand, Burri, Baj, Paladino, Pizzi Cannella, Ontani.

La raccolta di opere moderne e contemporanee costituisce un'autentica seconda anima del museo. La sezione italiana offre una visione ad ampio spettro dell'evoluzione del gusto nei primi decenni del Novecento, caratterizzati dalla raffinata produzione liberty e decò, e dallo sperimentalismo dei futuristi che rivisitano secondo canoni estetici rivoluzionari qualsiasi oggetto d'uso domestico. Gli anni Venti, sono fondamentali per il rinnovamento della produzione ceramica italiana che guarda alle mode dell'epoca, alle ricerche tecniche innovative ma è nel secondo dopoguerra che l'Italia vive una rinata vitalità che coinvolge soprattutto le nuove generazioni. Il percorso museale è diviso per temi: dall'espressione figurativa, al picassismo e neocubismo; dalla rivoluzione stilistica della riflessione informale alla dimensione minimalista e astratta della scultura della metà degli anni Sessanta fino alle nuove promesse della scultura ceramica contemporanea. Da Lucio Fontana ad Angelo Biancini, da Leoncillo a Nanni Valentini, da Fausto Melotti a Carlo Zauli, per citarne alcuni.  



Un nucleo particolarmente significativo è proprio rappresentato dalla scultura internazionale del Ventesimo secolo, una sezione che raccoglie le opere giunte nelle collezioni del Museo grazie al Premio Faenza attivo dal 1938, e che testimonia la straordinaria vivacità della ricerca artistica in ambito ceramico. Già nel 1948 molte opere europee erano esposte accanto ad opere italiane, in un dialogo fondamentale tra culture, tradizione e innovazione. Il Concorso di Faenza è stato per la storia della cultura ceramica un sismografo della contemporaneità, animatore di evoluzioni stilistiche  e creative. La sezione della Scultura Internazionale  del Ventesimo secolo  racconta l'evoluzione della ceramica dagli anni Cinquanta ad oggi, evidenziando il cambiamento  legato al concetto di materia e l'imporsi di un linguaggio del tutto scultoreo con la prduzione di opere anche di dimensioni monumentali. Gli esiti del Concorso faentino sottolineano risultati espressivi legati alle prinipali poetiche dell'arte contemporanea: informale, pop art, astrattismo, minimalismo, arte concettuale, fino ai recenti esiti legati a linguaggi più installativi e performativi. Oltre venti sono le nazioni rappresentate in un dialogo culturale e in un'evoluzione che mostra caratteristiche peculiari per ogni tradizione artistica. 

Oltre alle collezioni, il Museo sostiene attività di ricerca, con una prestigiosa biblioteca specializzata di settantamila volumi, possiede, inoltre, un laboratorio di restauro ceramico che offre servizi per collezioni pubbliche e private. Un' offerta importante del Museo è il Laboratorio Didattico, avviato nel 1979 da un'idea sperimentale di Bruno Munari, e impegnato nell' organizzazione di corsi formativi fondamentali per una profonda comprensione della ceramica.